Sicurezza sul lavoro post sisma: quali raccomandazioni

20 Dec 2019
Sicurezza sul lavoro post sisma: quali raccomandazioni

SICUREZZA SUL LAVORO POST SISMA: QUALI RACCOMANDAZIONI

Operare sui cantieri post sisma significa lavorare in situazioni molto pericolose.

Per questo oltre a seguire le “ordinarie” norme, volte a ridurre i rischi di infortunio sull’area di lavoro, bisogna effettuare una scrupolosa scelta delle tecniche di intervento per non creare effetti collaterali all’edificio. 

Dunque è fondamentale fare scelte progettuali e organizzative mirate per prevenire ulteriori danni.

Sicurezza sul lavoro: organizzazione cantieri post sisma

Per tutti quegli interventi edilizi pensati per la ricostruzione post sisma esiste un manuale pratico pubblicato dall’INAIL (Cantieri post sisma. Raccomandazioni di salute e sicurezza) contenente tutte le regole tecnico - prevenzionali e comportamentali da mettere in pratica.

Ma prima di tutto è necessario organizzare e coordinare i cantieri, ricordando di redigere adeguatamente il piano di sicurezza. 

A ragione di questo il coordinatore della progettazione deve:

  • Fornire una descrizione dell’ambiente/contesto in cui è collocata l’area di cantiere e fare una relazione in merito all’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi presenti, specificando l’organizzazione di cantiere.
  • Il piano di sicurezza e coordinamento deve contenere le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e quelle protettive, sempre facendo riferimento all’area di cantiere e alla sua organizzazione.
  • Il piano di sicurezza deve anche riportare l’analisi delle caratteristiche dell’area di lavoro, l’analisi dell’eventuale presenza di fattori esterni che possono comportare i rischi per il cantiere e l’analisi di tutti quei rischi che i lavori sul cantiere possono comportare all’area circostante.

Sicurezza sul lavoro: le schede prevenzionistiche

Il quaderno INAIL “Cantieri post sisma. Raccomandazioni di salute e sicurezza” è un manuale pratico che contiene, appunto, le regole tecnico-prevenzionali e comportamentali da mettere in pratica negli interventi edilizi pensati per la ricostruzione post sisma.

Al suo interno sono presenti ben 120 schede prevenzionistiche che trattano l’analisi dei rischi, le risorse umane e i materiali necessari per ogni singolo intervento.

Brevemente tali schede contengono:

  • Le scelte progettuali e organizzative generali
  • Le procedure operative generali
  • Le misure preventive e protettive generali
  • Le misure di coordinamento generali
  • Le misure di coordinamento contro i potenziali rischi interferenti

Quali raccomandazioni?

Considerando che stiamo parlando di ambienti critici è bene ricordare, prima di procedere, quali sono i rischi per i lavoratori: 

  • Rischi dati dall’accesso di edifici non messi in sicurezza e possibilità di crolli improvvisi
  • Rischi dati dalla presenza di macerie ( possibile presenza di materiali di amianto)
  • Rischi dati dalla presenza di ostacoli
  • Rischi dati dall’esiguità degli spazi 

Come procedere per garantire la sicurezza sul lavoro

  1. È opportuno rispettare le norme previste per gli ordinari cantieri fissi. 
  2. Bisogna rispettare le misure generali indicate all’articolo 15 del d.lgs. 81/2008 Testo Unico per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
  3. Nel caso in cui non fosse possibile applicare le misure previste dalle norme, le misure alternative adottate devono garantire livelli di sicurezza accettabili. 

Attenzione: l’analisi dei rischi sull’area di lavoro deve essere svolta da un professionista abilitato, in grado di identificare egregiamente i danni e le vulnerabilità presenti.  

Grazie a questa analisi è possibile individuare non solo i rischi ma anche le priorità di intervento, le modalità di operazione in sicurezza e le procedure di emergenza. 

Ma non è tutto, oltre all’analisi si dovranno identificare:

  • Le aree in cui vi è un pericolo di crollo e un punto esterno di raccolta in caso di emergenza.
  • L’area in cui verranno posizionati i possibili mezzi, tenendo conto del contesto ambientale.
  • I percorsi e gli accessi sicuri per il cantiere.

Sekure tutela la vita: protezione rischio sismico

Noi di Sekure verifichiamo la stato attuale dell’edificio - per essere sicuri che vi sia una corrispondenza dei dati - e l’attività tellurica dell’area, per stabilire adeguatamente l’indice di vulnerabilità sismica di un fabbricato. 

Sulla base di quanto raccolto, si passa all’individuazione degli elementi strutturali critici e si inserisce tutto in un documento di sintesi firmato da un tecnico abilitato.

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Team Sekure

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